Venerdì della XXXIV settimana del tempo ordinario

Nel venerdì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario anno C, la liturgia ci porta al culmine del libro di Daniele, davanti a una visione grandiosa che supera la storia e la apre al mistero di Dio. Nella prima lettura, Daniele contempla il giudizio di Dio con immagini potentissime: Daniele 7,9: “Io continuai a guardare, finché furono collocati troni e un vegliardo si assise; la sua veste era candida come la neve.” È una scena che dice che la storia non è abbandonata al caos, ma custodita dallo sguardo di un Dio che è giustizia e misericordia. E subito dopo appare la figura del Figlio dell’uomo: Daniele 7,14: “Gli furono dati potere, gloria e regno.” È come se la Scrittura ci dicesse che, oltre le vicende instabili del mondo, c’è un Regno che non passa, un dominio che non schiaccia, ma libera. Il salmo responsoriale fa eco a questa rivelazione con un tripudio di lode: Daniele 3,57: “Opere tutte del Signore, benedite il Signore.” L’intero creato canta perché sa di appartenere a un Dio che guida la storia con amore, non con arbitrio.
Nel Vangelo, Gesù descrive i segni ultimi con parole che possono inquietare, ma in realtà vogliono liberare il cuore: Luca 21,32: “Non passerà questa generazione prima che tutto avvenga.” Non è un annuncio di catastrofe, ma la certezza che Dio è vicino, che la sua promessa si compie dentro il tempo e non al margine della vita. E subito Gesù ci consegna una chiave di fiducia: Luca 21,33: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.” Ciò che sembra più solido può crollare, ciò che sembra eterno può dissolversi, ma la Parola di Cristo resta. Sant’Ilario di Poitiers scrive: «Non c’è nulla di più stabile della verità di Dio.» È questo il centro: non l’ansia per ciò che verrà, ma la fiducia in Colui che rimane.
La Parola di oggi ci chiede: su che cosa sto fondando la mia sicurezza? Sul visibile, che passa, o sul Vangelo, che resta? Il mondo cambia, la storia si agita, ma il credente cammina con un cuore desto, non perché tutto sia chiaro, ma perché tutto è nelle mani di Dio. Daniele lo contempla con gli occhi della fede, Gesù lo conferma con l’autorità della sua parola.
E allora, nella vita quotidiana, un consiglio di fede pratica: scegli oggi una parola di Gesù da custodire nel cuore e ripeterla nelle difficoltà, come un’ancora che ti impedisce di essere travolto. Può essere “Non temere”, “Io sono con te”, oppure proprio “Le mie parole non passeranno”. Ripetila durante la giornata, nei momenti di smarrimento o di stanchezza. Lasciala diventare la roccia su cui appoggiare i tuoi passi. Perché tutto passa, ma ciò che Gesù dice resta, illumina e salva.
𝗜 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜 𝗖𝗔𝗡𝗔𝗟𝗜
