30 NOVEMBRE 2025 – COMMENTO ALLA PAROLA

Don Alessandro FaranoBlogLeave a Comment

Prima domenica di Avvento

Con questa domenica inizia un nuovo anno liturgico: un nuovo cammino nella vita della fede. L’Avvento e il tempo dell’attesa e della speranza, il tempo in cui il cuore si apre al Signore che viene. Non si tratta solo di prepararci al Natale, ma di imparare a riconoscere la presenza di Dio che continuamente visita la nostra storia.

Nella prima lettura (Isaia 2,1-5), il profeta ci invita a salire “al monte del Signore”, dove Egli insegna le sue vie e ci dona la pace. E un invito a camminare nella luce, a volgere lo sguardo verso l’alto quando il mondo ci trascina verso il basso. “Forgeranno le loro spade in vomeri” — dice Isaia — come a dire che solo l’incontro con Dio puo trasformare la durezza in fecondita, la violenza in pace.

Il Salmo responsoriale ci fa eco: “Andiamo con gioia incontro al Signore” (Sal 121). E la voce di chi desidera Dio, di chi non si accontenta delle sicurezze terrene ma si mette in cammino. La gioia non nasce dall’avere tutto sotto controllo, ma dal sapere che Dio cammina con noi, anche nei giorni incerti.

San Paolo, nella seconda lettura (Romani 13,11-14), ci esorta: “E ormai tempo di svegliarvi dal sonno”. L’Avvento e un risveglio dell’anima: un invito a lasciare le abitudini che spengono lo spirito, a rivestirci di Cristo. Non un cambiamento superficiale, ma un rinnovamento interiore che nasce dal desiderio di vivere nella luce.

Nel Vangelo (Matteo 24,37-44), Gesu ci parla con parole semplici ma forti: “Vegliate, perche non sapete in quale giorno il Signore vostro verra”. Non si tratta di paura, ma di consapevolezza. Vegliare significa vivere nel presente, senza distrarsi, pronti a riconoscere Dio nei segni umili della quotidianita.
Sant’Agostino ci ricorda: “Temi Dio che passa, non perche ti tolga qualcosa, ma perche non ritorna”. Ogni giorno e un’occasione per dire “si” alla sua presenza.

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