“Magnifica Humanitas” di Leone XIV è un appello a preservare la dignità umana mentre la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, rimodella la vita personale e sociale. Il testo parte dall’orizzonte cristiano dell’Incarnazione: il Verbo fatto carne indica che la persona non può essere ridotta a risorsa o dato, e che la tecnologia va orientata al servizio del bene comune. L’enciclica mette in guardia contro la concentrazione di potere nelle mani di attori privati, la disumanizzazione prodotta da logiche esclusivamente tecnocratiche, la manipolazione dell’informazione e le nuove forme di precarietà lavorativa; allo stesso tempo riconosce i benefici delle innovazioni, purché siano governate con trasparenza, responsabilità e sussidiarietà. La proposta centrale è un discernimento condiviso: regole adeguate, educazione digitale, cura delle relazioni sociali e politiche, e un rinnovato impegno per la giustizia e la pace, costruendo così, come Neemia, la “Gerusalemme” della convivenza fraterna invece della torre di Babele della potenza. In ultima istanza, la Chiesa invita a trasformare l’era digitale in un’opportunità per coltivare una civiltà dell’amore fondata sulla verità, sul lavoro e sulla responsabilità verso i più fragili.
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